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Quante volte da bambini i nostri genitori o i nostri nonni ci hanno letto libri di fiabe e di storie illustrate. Si sono divertiti a raccontare poesie e filastrocche che rispetto alle favole si diversificano, in quanto la tecnica utilizzata per scrivere si basa su versi e strofe, cioè su una divisione del testo che si focalizza sul significato e sulla dialettica tra forma e contenuto. La poesia assomiglia alla filastrocca ma non è la stessa cosa, in quanto pur avendo rime e assonanze “suoni simili” può essere senza rima e in versi sciolti. Mentre la filastrocca ha sempre rime o assonanze, dunque si tratta di due tipi di testi somiglianti ma non uguali. La poesia italiana è nata dal latino e si è formata tra l’undicesimo e dodicesimo secolo sviluppandosi tra i primi esempi di lingua volgare attraverso testi religiosi o poetici. La filastrocca è un nome che deriva da un termine popolare toscano “filastroccola” ed è un insieme di sillabe disordinate, parole, frasi, componimenti che ripetono sempre lo stesso motivo su ritmi veloci e allegri, per appassionare i bambini.

Oggi raccontare poesie e filastrocche ai più piccoli rimane una forma di comunicazione importante, proprio come avviene per le fiabe, perché contribuisce a rafforzare la relazione affettiva tra genitori e figli, ogni bambino nel momento in cui si sente partecipe è come se stesse iniziando a scoprire nuove cose che lo stimoleranno nel percorso di crescita. In ambito scientifico leggere o guardare immagini a carattere illustrativo stimolano la curiosità del bambino, dunque una buona idea per i genitori potrebbe essere quella di raccontare le filastrocche o le poesie in maniera divertente magari immedesimandosi nei personaggi protagonisti interpretando le rime con una voce adattata al personaggio in questione, recitandone un poco la parte cosi che il bambino si senta maggiormente coinvolto.

raccontare poesie e filastrocche

Il mondo delle poesie per bambini nella mia visione personale sembra essere un mondo ritmico, musicale, basato su colori vari e brillanti che descrivono e rappresentano il sorriso, la gioia, la voglia di ballare e di divertirsi, senza mai incappare nei problemi che al contrario nella realtà spesso ci ritroviamo ad affrontare, quindi un mondo capace di trasmettere forti emozioni attraverso autori di immensa immaginazione e creatività come per esempio Gianni Rodari.
Anche la scuola primaria e dell’infanzia hanno il compito di invogliare i bambini avvicinandoli alle poesie, insegnando loro ad ascoltarle e leggerle, perché sarebbe un vero peccato se questo non avvenisse, in quanto avendo a disposizione questo patrimonio si può contribuire e portare cultura, cosa di cui la scuola ha sempre bisogno.

Questo tipo di lettura è assai utilizzata anche nella didattica perché è in grado di avvicinare gli alunni alle materie che a volte possono sembrare più noiose quindi è possibile imparare in maniera più divertente la grammatica, oppure giocare con l’ortografia insegnando ai bambini ad inserire eventuali parti mancanti di alcune parole, o con i numeri creando delle simpatiche rime per aiutare il bambino a riconoscerlo senza annoiarlo. Quindi l’utilizzo che offrono la poesia e la filastrocca è enorme e se una maestra dispone di un po di fantasia può utilizzare questo sistema per creare dei piacevoli momenti basati sui giochi che i bambini potranno condividere divertendosi e imparando.

Secondo voi la scuola fa abbastanza per avvicinare i bambini alla poesia?


Uffolo
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